• Roberto

È già il dì di festa

Volti discreti,

annoiati,

stinti riflessi in pozze d’asfalto.

La famiglia stivata

dentro a una golf dell’ottantasei

che ammorba anche l’aria.

Vuote le ciglia

pensando al nipote

alla nuora, al piatto sguarnito,

agli avanzi, prima ancora che restino,

allo spreco

di tempo

nel sentirsi affiancati, fermi al semaforo

tra il sudore degli altri e la noia,

quell’affanno che sembra un vestito

fatto da un sarto. È festa, si rinnova.

E il padre ormai fuma il filtro,

mentre la mano ingrana seconda.

Una, la vita che ha accanto,

pur bella, ma un tempo, ora che il grigio

s’affaccia impertinente

storpiando il ricordo in nostalgia.

Le mani sul grembo,

quel figlio mai nato.

Lui sì,

si è salvato.

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