• Roberto

FA4

Non posso vederti, ora

mentre sulla soglia del sonno

potrei raccontarti la pace.

Indugio. Temo di scorgere

i sogni che ti figuravi

e che lasciavi abbozzati,

in un tratto represso,

ma smanioso di talento.

Ti rassegnavi

al cospetto dei dodici colori,

la mano indugiava

tra le matite recate per dono

o per penitenza.

Avresti avuto il tempo,

pensavi.

per scegliere le tinte più tue

e dipingere un mondo di sogni.

Restava una mezza giornata

il foglio incompiuto,

sul tavolo solcato dai gomiti.

Stringevi le tempie

per costringere i tuoi desideri

a diventare un diritto

e compiersi.

A sera, ritrovavi il compito

accanto ai pastelli accorciati:

il fantasma di un sogno

grondante dell’altrui pietà

reclamava il suo nome

con i colori del tuo arcobaleno.

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