• Roberto

Accanto a qui (dove non sei)

Alla fine, si dorme.

Un passo via l’altro, e le schiene, i profili,

s’annebbiano. Resta la polvere

tra le maglie, tra i denti

ad amplificare il silenzio.

Ho preso il viaggio

delle due e trentatré

senza un biglietto, senza anche me,

L’ho preso, con te che dormivi,

e mi hai raccontato ogni metro,

ogni luccichio, ogni increspo

ogni curva, ogni palpito

della tua pelle.

E ho visto quel mare, che dietro

alla nuca hai chiamato...


Non so proseguire. Ogni parola s’incaglia

dentro al tuo nome, che tengo in me

e forse sbaglio. Come prendere un treno senza sedili, senza carrozze, lanterne, rotaie e farlo

per tutta una notte tra quelle nuvole, solo perché ci credi.


Se guardi, un poco più indietro,

su quella pietra d’inciampo all’attesa,

mi vedi.

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