• Roberto

Al posto di essere un altro


Essere assenti,

ma nella presenza

e garantirsi una rada, o solo una pietra

in cui camminare, e perdersi

e ritrovarsi.

Non so se ti avrò mai trovata

e se questo futuro realmente anticipa

il desiderio di esserti accanto,

di sentirmi accanto,

questo deserto

che ora mi brucia.

Ho le mani a clessidra. Il tempo va, in orizzontale, mentre la notte affianca e poi inclina una breve giornata. Poli. Distanti. Vicini. Distrazioni. E la sabbia m’impasta i capelli di gesso e silenzi. Chiedo al vento se ha senso parlare. Un fischio, tra le rocce aranciate da un altro tramonto in cui ti ho atteso, ma guai, a dirtelo. Lo seguo, ti vedo. Mi vedi. E ci si gioca tutto, tutta la notte, in un rimando.

Prendere e dare. Inutile

anche il solo pensare

di pretendersi martiri

o agonizzanti,

salvatori o salvati.

Ci si scambiano i cerotti, si legano bende

là dove non può una mano soltanto.

Ci si sorregge nei cavi dei boschi,

nelle soste in altura, mentre si scorge

una terra, sempre lontana. E ci s’incontra

ancora una volta. Qualcosa di più,

qualcosa che manca,

Dio, quanto manca

a questo silenzio. Non oscurarlo, non dire

e io non farò.

Baciami.

Ma senza che io lo sappia.

2 visualizzazioni