• Roberto

All'Ovest, smembrati nevai ("La vita mia")

Scende la terra dal cielo inoltrato, smuove il ricordo, condensa il fiato, ruba la scena allo specchio che immagina il volto, le labbra, il firmamento dietro a uno sguardo che si è velato. Ricorda

(fulmineo, istantaneo, sfumare di ali)

ancora la sera s'aggira e l'anima trema, inquieta tormenta sferzando le mani e la tramontana che ancora si agita dentro alle mura, tra le lenzuola di quella casa quand'era l'inverno. Ricorda

(vibra il mio tempo, vibra i pensieri)

ancora trasuda una rima l'incarto del tempo sottratto alla notte, quando l'attesa era già fuoco, fuoco d'inferno fiamma d'amore accesa dall'alba, soltanto dall'alba. Ricorda

(il sordo viale di questo presente dove memoria è pietra di strada)

l'imperativo riflesso da un verso che non s'immagina e resta celato anche al ricordo che il cielo ha evocato

(semplice accordo di vita stonata)

mentre socchiude la porta, al tramonto, e la notte ci spegne, lasciandoci il sogno.

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