• Roberto

Campo marzio

Odore di terra,

accanto al frinir di cicale

la notte ha questo sapore. Barriti

senza una fame, senz'ora,

senza che sia un perché

laddove sia domandato

dal tuo, che è ruggire.

Morire qui è naturale:

niente fossa, né alambicchi

per le lacrime dei non amici.

Carne e carogna, in fondo

un solo cibo, che prima di uno spirare

era forse già altro. Altro non c'è,

per la pioggia che non viene

per la donna che non hai accanto,

per la bestia che non sei ancora.

Cosa, cosa ancora, verrà a portare

il tuo sguardo? Un tramonto,

il curvarsi piano d'arbusti seccati

sotto a mille e più spilli che irridono

il lento ritiro della luna nel cielo?

Qui c'è solo polvere e savana

e i tuoi occhi riecheggiano ancora

quell'autunno frangersi d'onde di mare.

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