• Roberto

Caro diario (lettera dalla fronte)

Aggiornato il: 28 apr 2018

Giorni diversi,

sere che seguono lo stesso copione.

Sarà che al tramonto la speranza appassisce

sarà che le ombre sfioriscono, la voce si sfibra

e il viso che vedi, già si allontana.

Sarà che quell’oggi non c’è mai stato.

E il piatto gira, suonando il silenzio,

mentre la cena riposta si fredda


“When your day is long

And the night

The night is yours alone”


La notte si sogna. Ci manca sognarti.

A chi? Bé, a me

e al chi che non sono.

Litighiamo, spesso. No, non con te.

Tu ci leggi ma non ci sei

Lui e me. Io e me. Insomma, hai capito.

Chissà, se hai capito. Comunque quell’io

mi parla di te


“The lengths that I will go to

The distance in your eyes

Oh no, I've said too much”


Ed io, cosa penso? Non lui.

Restiamo soli, alla fine. Io e lui,

e non ci starei, starei solo

solo con te.


“I haven't said enough”


Fortuna che viene, che viene la notte

e ci si addormenta tra fili di perle

d’adorno ai cuscini. Fortuna che viene

di notte il silenzio

per non pensare

che è bello sognare.

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