• Roberto

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Sai, questo silenzio che all’alba

mi parla di notte

mi parla di te

nel suo non dirmi di più

di un’assenza. Che è mia,

il mio farmi spazio

il mio farmi vento

per respirarti.

Sento il profilo della tua voce

formare le ombre

che poi scompaiono

lasciandomi attonito di fronte alla veglia.

Drin. Tre etti, dall’orlo. “Fa l’attore?” No, ma forse un po’ ho recitato, finché il sipario mi ha retto. Ora al più posso tentarmi, senza mai dire altro che vento. Parole così. Che possano accarezzarti. Anche due baci, grazie. Di numero. Vuoi

questa notte,

indecisa marea

nella baia. Lambisce manovre

di gru, nel breve orizzonte

che ci racchiude,

che ci rinchiude

o forse ci doma

rendendoci docili come vestiti

ma non degli occhi.

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