• Roberto

Da-o mâ

Aggiornato il: 29 apr 2018

Le strade deserte,

i giorni di pioggia,

i nostri volti rimarginati

dentro agli specchi sui marciapiedi,

le ombre che bucano lampi di nebbia

dove la voce

si perde.


Genova all’alba, matrigna struccata,

solo una traccia di rimmel slavato

scontorna i tuoi occhi, la tua sonnolenza,

traccia che segna distratta le fughe

tra i lastricati di piscio e di pianto.

Genova altera, volubile dama

che sogna all’alba lenzuola di seta

e s’addormenta ogni sera ubriaca

tra i cani e il cartone

tra l’uomo e il sudore

di chi ti ha usata, con cui sei immischiata

nel tuo cammino a ritroso nel tempo.


I tetti sfibrati,

il sole che arranca,

le nostre mani ancora intrecciate

davanti ad un mare che ci ha negato

lo sguardo al domani, ridandoci al vento,

segnandoci il cielo

nel suo orizzonte.

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