• Roberto

Dal nome anonimo

Sentire sulle labbra il profumo

della nebbia che sale, dalle isole

incatenate tra l’alta marea

ed un principio di altra realtà.

Sentir tra le mani la pelle, le ossa

sottratte alla merce umana,

all’incognita vana che s’alza dal cielo

svelando l’abbrivio, la vela,

l’ignoto stendardo del navigare.

Sentire quel mare, non altri,

non altri

e l’aria gelida che fende le carni

vendute all’istinto del chiaro di luna.

Si accosta, la porta, e un suono lontano,

naufrago urlare delle carovane,

c’impolvera il collo, ci recide il fiato.

Smorzato dal tempo che si è stampato,

immobile ascolta quell’urlo, scosso da notti

sospese al tramonto.

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