• Roberto

Darsena

Il sole stenta tra le galere dove gli uomini sono già presi al rammendo. Una vela si gonfia, per poco. Bonaccia, in rada. Le bocche tagliate mormorano una bestemmia, devota. Si potrà salpare? Qualcosa li attende, in altura. Indefinito navigare, con una meta che si chiama “senza”. Un gabbiano rasenta una pietra scagliata per sbaglio. I miei occhi sulla calma che smuove la baia.

Specchi, tra le tue mani,

i miei riflessi. Sparsi,

polvere che la notte ha indossato.

Lingerie di parole. Provo

a dirti, ma piano,

che nessuno mi senta,

solo per ora, fino a che l’alba dorme

fino a che il mare indugia tra l’orizzonte

e queste mie mani. Sparsi, frammenti

di sguardi, echi che sfiorano

e mi volto

per vedere se davvero ci sei.

Non ancora

e poterti dire.

Ancora.

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