• Roberto

Della volta che vidi la neve

Non era mattina,

quella rugiada rafferma

attorno alla casa. Gli occhi sottratti

al giaciglio dell’ora facevano piano,

per non svegliarmi. Capire quel suono,

silenzio che impolvera tetti e camini

e chiedersi il cielo che fine abbia fatto

dietro alle nubi. Chiedersi un nome,

sepolto dal vanto dei sogni svegliati,

chiedersi

piano, tra il pianto

nel tempo

come passare, su questo che è sguardo

quando della notte temi anche il fiato

che fuma alla porta. Alla finestra

il vento s’arrende, il cielo s’annebbia,

la brace s’accende

ardendo lenzuola

e scende, il respiro,

a dire la pelle,

la pelle che giace al riparo del tempo,

nel candido manto.

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