• Roberto

Deserto

Manca la pioggia, in questo vagare

incessante

tra la nebbia ed i rovi,

sulla traccia delle prime radici,

tra le onde che il ricordo rifolla

quando l’alba sembra lontana.

Si respira ogni suono, ogni graffio

inciso nella polvere opaca

che c’insabbia gli occhi, che ci mischia

alla terra calcata, ostinata,

con il capo chinato a strisciare

altri sentieri,

nuove orme di un altro cammino.


Manca, la pioggia. Si chiama

e un rito sospende anche il tempo

in un vuoto orizzonte, dove lo sguardo

cede, e ritorna nella sua casa.

Ci si concede, una sosta, l’abbrivio,

l’abbraccio mancato,

eppur dato

e tutto,

tutto quello che manca svapora

nell’incessante vagare,

nell’oscuro ammirare

il tracciare

stupore d’orme d’un altro.

Cammino.

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