• Roberto

difficile e vana

era parola o punto croce ferita orgoglio vanità degli oppressi un solo bicchiere


Il tavolo è vuoto, assenza di sale. Manca la polvere sullo scaffale, un forno distratto rigurgita oro, troppo, per uno. E il vento non entra dalle finestre bucate alle mura d’ogni perché. Perché venga il tempo e goda il rimando di un altro ricordo ad annacquarci ogni vino, ogni sera.


facciamo il punto tondi neri sembianti la fine una non altre una fotografia parla il silenzio


Dimmi a chi parlo, ora che il vuoto rompe gli indugi, intreccia il senso sciogliendo i nodi a un endecasillabo nato in miseria, cresciuto in realtà tra l’illusione di essere un metro perfetto. Ma non risuona e infrange la legge infrange i capelli, infrange la strada, l’ottava, la quinta, la quarta parete. Pare te.

Il tuo volto, qui.

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