• Roberto

Dimmi

Dimmi

Incroci di strade, seguendo un cammino

senza un inizio. Forse era ieri,

forse domani. C’è un punto?

C’è stato.

Ce ne saranno.

Le storie hanno trame e punteggiatura,

ma si inizia da verbi,

da nomi.

Dune di tempo e calligrafie, ricominciare

ogni giorno dal vento.

Un pavimento di nudo azobè. La città che ci corre intorno. E chissenefrega. Tre morsi, due fami. L’ho presa ieri, io no. Discorsi indiretti. Per dire, parlano più gli occhi e le mani. I tuoi occhi

questo silenzio che a volte m’acceca

mostrandomi il mondo.

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