• Roberto

Doppio senso

Andare, tornare.

Svoltare, voltare.

E scoprire, tra le curve,

(il tempo)

il cammino.

Ti volti, risalgo. Ed è tutto qui, in questo guardare, che del tutto ha ben poco. “Non dire nulla”. Eppure vorrei, e dico, ma non dico che un tutto svuotato di senso. Mi volto, risali. “Non conosco la strada.” Figurati io, in questo questo ignoto che parla di te. E parlo di me. Ti ascolto. “Chi guida?”. Insieme, e pare un miraggio. Visioni? “Cosa è reale”

Citarsi, senza accorgersi che

qualcosa c’è.

E il cielo si srotola, il mare s’avvolge.

Tu rimani.

Ieri è domani.

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