• Roberto

↮ (e quindi?)

Respiro polvere

anche in questa mattina distratta

nel mio spensierato girare attorno ad un centro.

Ti ritrovo, in questo mio altrove,

qua e là

senza apparenti buone ragioni,

un sillogismo che cade, senza

fare rumore. Ho provato, sai

a ragionarti,

non fosse che per darmi un senso, per capire

quale verso percorrere tra queste

che nemmeno più sono strade.

Alzo gli occhi. Spighe di grano pendono dal ritaglio di cielo che mi sovrasta. La nube che ho accanto tuona, il suo corpo mi ricorda tutti i poiché che ho lasciato per strada. Ancora lusingano, gli incisi delle loro risposte. Marciscano, e del loro infranto resti soltanto l’osso uncinato che li precede. Odore di tosse stantia. Raucedine di rassomiglianze. Il sole si fa ancora strada, e mi miete.

Alzo le mani

da questi fogli senza sostanza,

dai resti scompaginati di ogni mio dirti,

di ogni mio

presentarmi?,

il ricamo d’un filtro

per riuscire a guardarti e spiegarmi.

Un tentativo profano, il più vano

o forse

ciò che fa di me, umano.

Sarebbe più semplice chinare, questi occhi

lasciando che lo sguardo

vada

là, dove deve

e mi ritorni il tuo

che vuole

senza richiuderci tra quelle risposte

smagliate. Piuttosto affondandoci

senza temere

i nostri vuoti.

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