• Roberto

Eri tu (David)

Aggiornato il: 28 apr 2018

Non c’era niente

e niente da dire

oltre allo sguardo e lo sguardo

bastava.

Orge di senso sottratte al dovere

di dirsi altrimenti, tutte lì in fila

davanti ai tuoi occhi

e i miei

abbeverati dall’imbrunire.

Ci si capiva affondando le mani

dentro a un silenzio di paglia rovente.

Bollente la bocca di desiderio

taciuto anche al tempo

e il tempo

nulla contava. Non importava

una maschera al viso, ci si vedeva,

ci si sentiva dal solo odore

di pelle, di notte,

di seta, di nero

e l’apparirsi dentro uno specchio

era realtà. Poi il dubbio, il lamento,

come se l’altro preso tra gli occhi

fosse degli occhi soltanto un prodigio.

E il mondo che cade attorno alle mani,

la luce che affioca, la sera che arranca,

l’alba che affiora, il giorno che sfuma.

Tra fasci di nebbia s’arrende il respiro.

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