• Roberto

Erotica

Cosa sia questo verbo che prende,

questa spina che infiamma il silenzio

di labbra riarse, di parole mute,

questa lama che incide la pelle

e lenisce il dolore. Parola,

che non sovviene, parola che tace

e che gode nel dirsi altrimenti,

nel celarsi distratto tra le pieghe del tempo.

Cosa sia, che m’avvolge e impaura

nelle tiepide notti di primavera

quando il calore è una linfa che gela

e la voce è mozzata dinanzi a quel fiore

sognato la notte. Risale il pensiero,

lingua che insidia nel crepitare

di fiamma incombusta. La nebbia dirada

e il timore

il terrore di dirsi dell’altro

il piacere, mi prende.

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