• Roberto

Fa(‘)re_spirare il vento (indedicato)

A te parlerò, senza saperlo di queste mie notti, che sorgono all’alba da un cielo bucato, privo di segni. Saranno parole, soltanto parole, incise nei prati che osservo, ogni ora dalla finestra da cui t’affacciavi per dire alla luna. Saranno silenzi, i miei versi, ricami inclinati a sbordare il confine imposto dal corpo. Ti parlerò ancora, senza capirlo, senza mai dirmelo prima del sonno, quando il mattino s’incastona al tempo, e sveglia le fiabe strappate dal senso del c’era una volta. Vedrò quelle pagine, dove hai lasciato manciate di virgole e apostrofi sparsi, grammatiche vane di sere passate a leggersi gli occhi, più che la mano: fermo era il tempo, senza futuro. Ti parlerò e sarà al presente, ora che il suono riecheggia nel nulla si concreta il verbo dandosi un modo tra la speranza e il tenue ricordo. Sfuma la cera, sfianche candele aleggiano lente sopra alla pelle sfiorandola appena: sferza di fuoco incendia le labbra, lo sguardo è sospeso dietro al tramonto.

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