• Roberto

Forme di luce

S’infiamma una luce da un’altra sera,

parla d’amore la casa di fronte

e il segno breve di cento camini

fuma il riposo. Occhi si sguardano

nel crocevia di stanze scaldate

da soste audaci, sfiori e parole,

proemi a una notte di raso e di brace.


Tace nascosto sullo scaffale

un libro assente. Vuoto permane

nel raccontare di un tempo presente.

E la fame è un buco nel cuore,

la nota che manca,

il tasto che inciampa

mentre il vinile d’un pianoforte

stupra la mente. Chopin, distratto,

non s’è avveduto di questo

mio vagabondare,

continua a suonare.


Nell’altra stanza

dove non sono

s’accende un silenzio.

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