• Roberto

Gatti di Voghera

Gatti di Voghera

Nero

nero

nero

bianco

e sputtanare ogni inferenza.

Ridi. Mi piace, se lo fai. Sì, lo so,

banale, già trito. Ma vero.

Più di una tavola.


Un cigno si specchia nella pozzanghera sotto ai miei piedi. Pioverà. Non si vede. Mi spiumi gli occhi, se fai così. Come, così? Nulla. Resterà soltanto la pelle, un dorso, forse una mano. Hai scritto, a quel foglio? Dimenticavo di essere fragile, mi sento quel buco centrato a un argento. Che c’entrano, gli anelli? Nulla. Circonlocuzioni come altre. Ti giro intorno.


Un solco, nel mare.

Navigare non mi domanda

altro che te.

E oggi è un po’ dura, in questo

che sarà senza. Una panca di pietra.

Sopra, ci ceno. Sotto, ne scampo,

senza riuscire a tirare le somme.

“Giochiamo a dadi?”

“Miao”

E, sì.

Mi hai proprio graffiato

ogni logica.

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