• Roberto

Gradi

Una luce

un suono

una danza

e la frusta vibra, la spina avanza

nella carne, nel tempo, nella polvere

amara bagnata

di pianto.

Germoglia, una rosa,

il deserto che intreccia il tuo passo

si affida allo sguardo

al silenzio

sferzato da un sibilo opaco.

Crepita il fuoco, si è soli

l’inverno

quando la voce s’arroca

e il fiato si geme

nell’altro,

nel sogno,

nel canto.

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