• Roberto

Icaro

Capita a volte che l’ombra ti avanzi

e luce ti segua, mentre la strada

corre dall’alto dei tetti, alle case

e una ringhiera mantiene distante

altri pensieri. Si va a tramontare

un passo via l’altro, un poco piegati

dal vento. La pelle leggera, il viso

solcato, come se il mare l’avesse

spiaggiato. Fuori è già il tempo di un altro

Natale. Rallenta il respiro, senza

più fiato, non esce nulla dai labbri

serrati, salati, rinchiusi

nella prigione del verbo assenza.

Saltano i versi dinanzi al vuoto,

cade un accento dalla ringhiera,

un tetto ci sfiora. Sarà un sacrilegio

di sillaba persa, di sillaba aggiunta,

ma ora il tramonto ci tocca con mano

e il rincasare è già vano. Non c’è chi

attende chi attende, vana è l’attesa,

spicchio di strada

e l’ombra rimane

senz’alcun volo.


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