• Roberto

Ieri ho dormito. Oggi ho sognato

Aggiornato il: 28 apr 2018

Non ho pensato a questo momento,

l’aria era breve e il viaggio

ancora più breve. Incoscienza,

insofferenza. Lasciare il sale accanto a un bicchiere

colmo di vino. Nemmeno allora ci avevo pensato,

che lì, a quella sera così

silenziosa e cieca

sarei ora tornato

per ripensare.

Potresti pensare

che fosse già scritto.

Già, io con le parole

sembro avere buon gioco. Eppure, non gioco,

soprattutto col tempo: se nulla c’è stato

questo qualcosa che si respira

non è che speranza. Se qualcosa c’era

si è rannicchiato, e questo domani è il suo prezzo. Lo accetto.

Già, con le parole mi sono ferito.

Ti ho forse ferita? Leggi senza sapere chi sei. Non ho che un pensiero

che orbita stretto attorno a un china

di cui temo il nome.

Alla finestra un gatto cammina,

segno che passa ancora una sera,

segno che s’agita quella frontiera

dove parola non s’ha da dare.

Rimanga, quel segno

a segnalare

che la parola è altro dal gioco.

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