• Roberto

Inclinazioni

Vorrei saper guardare il mare con gli stessi occhi che avevo e non ricordo quando il tempo che m'è nostalgia. Era un'attesa d'estate, di segni, un'attesa di molte attese. E i sogni s'illuminavano ad ogni riflesso di stella, ad ogni singulto che l'onda mi restituiva, come un saluto. Vorrei poter guardare ancora il mare come il fanciullo rincorso da un giovane padre, ignaro del tempo, nel tempo dei puri eroi. Ora gli occhi sono tutto uno sguardo lanciato tra le onde, ognuna diversa, il racconto di mille naufragi, di remi spezzati, di logore reni, di bandiere issate e ammainate al cospetto di terra straniera. Ora gli occhi sono traccia del tempo, e il mare il mare mi osserva.

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C'è il parlare, una strana cadenza. Ha dell'intonare. Non che l'ami, mi è ostile e non per campanilismo démodé o per quel lento cadenzare un po' agée delle vocali, così