• Roberto

Inmondo

Non credermi, quando dirò dell’amore

saranno menzogne i miei occhi

chiusi sulla fine, dove ogni parola

ha il suo inizio.


È un solo orizzonte a dividerci gli sguardi:

il tuo, da quel cielo imperlato di rugiada

sotteso alle stelle

e il mio, dal vitreo resoconto di naufragio

inabissato dentro al quotidiano.


Tra i relitti, il tuo amore, non il mio

e mi è insopportabile deviare l’aspetto

di quest’altra notte, di questa falce che miete

ogni mio dire

lasciando un selciato impercorribile

per due orme orfane di un filo.


Io ho visto là, in quel luogo

dove i baci si gemono

e le carezze sanguinano,

dove l’amore esiste negli incavi vuoti

e ha il volto del nulla.

Quello è il luogo che mi ha ritornato

in questo aspetto di oggi, così saturo

e pieno di apparenze prive di desiderio.


Per questo, non credermi,

basto già io ad illudermi

che non sia vero.


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