• Roberto

Innocenzo

Era la terra quel nostro sentire anime e pietra, senza rumore che potesse destare il timore di cessare un sogno. Nascemmo cesarei, strappati da un'aria di vento alla vena del mare. Ci lacerò, senz'altro respiro, senza una madre, da un padre insicuro e assorto nel proprio pensiero rivolto a quel limite dell'orizzonte dov'egli è perito, privo di eredi. Fu un gioco, la vita, mortale.

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Ignaro al respiro il seguitare di giorni diafani, di attimi intonsi puri e spauriti nell'alba mai stata. S'incorre un presagio, intuona miseria preghiere selvagge per invocare il muto, l'assente

Una casa sul mare

Portami ancora alla casa sul mare, a quell'avamposto della mia infanzia dove i miei sogni, in un giorno d'agosto si diedero ai tuoi. Era un rifugio, o forse trincea per il maroso franto ogni nott

Rumore

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