• Roberto

io ero

Aggiornato il: 29 ott 2017

già ma cosa

un io non un altro io

che non sono

ero qui dove ora

sono senza più

altro che

io


Gravida luna sottaci orizzonti

e disperati richiami del tempo

ora che è notte e la voce consola.

Nell’eco di un sogno spera la sera

che si dipana dal mare in tempesta

mentre l’aurora attrae altri illusi.

Vuota la veste di pelle lontana,

vuote le ciglia di sguardi perduti.


io

ero ancora dove sono

ora ma più che io possa

essere

altro che altro che io

senza più essere l’io che

sono


Pallide stelle svanite al ricordo

d’una sembianza che sfuma nell’alba

quando la carne si morde il respiro.

Nella domanda segreto si cela,

maschera vana che cede allo specchio

ogni altro inganno di questo apparire.

Vuote le labbra d’ogni altra parola,

e il transitare dal pensiero al cuore


mi polverizza

quest’io

fugge fugace da me che non sono

più io

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