• Roberto

L’annata buona (Viene sempre di domenica)

Aggiornato il: 28 apr 2018

Anche l’ultima è andata.

Sera, diresti, parola

e il seguitare m’è cieco, ora, in quel vicolo

dove hai seminato papaveri, e primule, e viole.

Il tuo pensiero, a testa in giù.

“Voglio che le nostre radici vedano il cielo”,

dicevi. O forse

lo credo, ora che il vino, qui accanto

risacca alle labbra. Lo dico: voglio che le mie radici

affondino il cielo.

E petali sparsi, annegati nel fango.

“Tanto durano poco, non recidere”

i fiori, i colori,

il mio volto da questo sogno

venuto agli occhi già semichiusi per il troppo

Pensare.

Ti porterò un mazzo di radici. Sporche, terrose,

bagnate. Coleranno sopra ai tuoi polsi

le mie vene

E m’odierai. O forse

lo spero, ora che il vino

secca le labbra e cola dal tavolo

questo giorno d’aprile

madido, fradicio,

un fiore annaffiato che chiede pietà.

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