• Roberto

La biblioteca (Dentro a una teca di libri)


Ho ricercato, costruito

e valicato

ogni certezza che umana natura

credevo incarnare

per infrangerle,

ad una ad una

fino a scalfirne le ossa,

fino a limarmi i denti

ed estinguerle fino al midollo,

per trapiantarmi nel provvisorio,

nel caduco, nell’imperfetto

che ascolta la melodia del tempo

il lallare di bruchi e falene

e vi fa eco con un vagito,

uno solo.

Uno

solo

stesso vagare nell’altrimenti

negli altri versi. Sentirsi distratti

da ciò che è rimasto, di quello

che era un calcare autostrade,

svincoli e asfalti già disegnati

già trafficati, già intasati

da chi s’insegue. Era domani,

ero,

un domani pieno di ogni

ogni qualcosa già dato, già masticato.

Siamo un verso d’altri voluto

o desiderato, un cenno su un vecchio spartito

il segnalibro di un testo mai letto,

sparito.

6 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Roma

Qualcosa che non so dire che non so pensare, non oso, non odo. L’odore dei passi misto al sartiame e la polvere da sparo che ci consegna per sempre al sale. Quanto, di questo, che è un altro mare, che

Doppio battesimo

Tu sali le scale e miagolando m’approvi, seduto al riparo di un appuntamento. Mi punge la schiena, un gabbiano sovrasta la croce illuminata sul campanile. Anche Cristo è sfrattato, i suoi resti per st

Nevermore

Chissà se finisce tutto qui se la luce si è spenta o un andirivieni ci attende. Cascate, sentieri, ognuno a rimuginare su quelli che un tempo sono stati pensieri. Chi sa non parli. Troppa è la vita ch