• Roberto

La biblioteca (Dentro a una teca di libri)


Ho ricercato, costruito

e valicato

ogni certezza che umana natura

credevo incarnare

per infrangerle,

ad una ad una

fino a scalfirne le ossa,

fino a limarmi i denti

ed estinguerle fino al midollo,

per trapiantarmi nel provvisorio,

nel caduco, nell’imperfetto

che ascolta la melodia del tempo

il lallare di bruchi e falene

e vi fa eco con un vagito,

uno solo.

Uno

solo

stesso vagare nell’altrimenti

negli altri versi. Sentirsi distratti

da ciò che è rimasto, di quello

che era un calcare autostrade,

svincoli e asfalti già disegnati

già trafficati, già intasati

da chi s’insegue. Era domani,

ero,

un domani pieno di ogni

ogni qualcosa già dato, già masticato.

Siamo un verso d’altri voluto

o desiderato, un cenno su un vecchio spartito

il segnalibro di un testo mai letto,

sparito.

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