• Roberto

Le tre ("La più stramba ora del pomeriggio")

Tardi, troppo tardi ci riavremo. Sarà quando la notte già è scesa e la nebbia fitta s'ingrana tra gli occhi. Saranno tre libri intonsi, su uno scalzo bureu in bois de rose sgraffignato al mercato, da quella vecchia che ti somigliava, al futuro. Ci contrattò, fregandoci, alfine, e ci si illudeva di aver fatto un affare per quell'affare, che ora ingombra uno spazio altrimenti più vuoto. Troppo pieno quell'angolo, impolvera casa, un nido per ragni intrappolati nel loro sputo. Sarà quella tela dall'istinto studiata, così fragilmente letalmente suadente, a ingannarmi i ricordi mentre fisso il pulviscolo bianco che al ralenti mi separa dal ripensare, dal ricordare in quest'ora così stupida e sbieca come ogni altra, del resto, ora che il resto si scrive e resta intonso.

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