• Roberto

Le volte che ti ho incontrato (seduto al mio tempo)

Immaginare una riva lontana

oltre la casa dal patio celeste

scesa alla sera dietro alle tende

di lino antico. Immaginare un sogno

d’aprile, di primavera il canto leggero

a scendere i rami tra le persiane

colore dei fiori. Immaginare

il legno che stride, mentre il mio passo

incalza il pensiero verso quel senso

(il senso perduto)

sparso sui fogli all’imbrunire

e perso al risveglio assieme al respiro

che odora di notte. M’immaginavo

attorno a quei passi, nel luogo di un tempo,

fatto del nulla di finte memorie

dove c’è un vento e scompiglia i capelli

mentre la carta s’infrange, si bagna

di questo salmastro,

che è altro dal mare,

che è altro dal senso vuoto e sgomento

dell’immaginare.

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