• Roberto

Les muets (Les mutés Les mutins)

Ora c’è questo questo sentire distratto sommesse campane, che abusano un’aria lontana di tempo sottratto, di resti sgualciti accanto ai quaderni, alle tele, a tutti i vestiti lasciati

dal tempo sui libri. C’è questo stonarsi, ritrarsi in bianco e nero, senza uno specchio, senza una foto che lasci memoria dell’ansia del mare.

E si scriveva del vento, sui vetri, su pelle graffiata, ogni onda, ogni sale e versi ingessati sui tetti d’ardesia donati alla pioggia, perché li mondasse da ogni parola.

Ora c’è questo, d’inchiostro un rimando, di carta un ancestro, di strenuo un riposo. E l’urlo zittito, il coro giullare, la scena di prova rimossa sul palco mentre in platea ricordano ancora, ricordano l’ancora, la riva, l’approdo di ogni parola, di ogni parola.

0 visualizzazioni