• Roberto

Mare aperto

Con la notte viene anche il silenzio, sussurro di labbra che gemono, ignote d'esser salpate. S'attarda il pensiero lungo la linea che il mare ha del cielo, stelle verranno, stelle cadranno e la luna ora dorme, come altre sere di nero mantello. Lambisce la pelle l'odore che il mare ha riarso dalle tue mani. Ancora tempesta, ancora una sera a ricercare bussole vane. E il senso s'incaglia, domanda s'arresta sopra a uno scalmo nudo del remo. Solo le braccia assetano il denso, acquitrinoso sentire salmastro d'altro ricordo. Il corpo è frontiera, confine, barriera verso lo sguardo, un altro perpetuo indugiare della parola attorno a quel vuoto che ci contiene. Frontiera è ogni dire, un dire attraverso l'ignoto del senso.

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