• Roberto

Maremito

Giace tra la bruma, dove l'istinto vede altro tempo e non si dirada, non si rinnega, non si consuma. Sospinge la chiglia all'orizzonte, verso il tramonto, o ciò che l'attende dopo la sera. Senza aver nome si frange, e mille frammenti riflettono le luci del porto. Ancora non piovono stelle, soltanto uno specchio, da volto di uomo rifulge all'oblò, mentre quell'ansa, che ha osato carpirlo, si spegne.

Accanto ai due corpi nudi sviene la vita.

Ricorda del cielo, dell'attraversare silenzi impregnati di tumide voci mai piante, mai vere, siderei contralti al gemito roco di chi non s'uccide nell'atto del dare ciò che non si ha. Amare memorie ammarano ancora spiaggiando salsedine precipitata da un finto grecale,

mosso in inverno per accarezzare

dov'era primavera. Qui, era ieri. Amare d'amore le onde crepate, frante nel mare.

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