• Roberto

Mariname

D'altrove lo sguardo sovrasta la riva mentre risacca s'incaglia, si frange sull'ultima lacrima secreta dal mare. Non s'alza altro vento, salsedine vana si posa sugli occhi: arsura s'accampa accanto alle labbra screziate dal gelo e l'occhio ci arranca, timido e fiero oltre la sera. S'incide il ricordo sull'alta marea che resta segreta: un sogno inchiostrato da nastri di versi s'affresca su tele annodate al silenzio. Siamo orfani a tempo, privi d'eredità da tramandare all'orizzonte

che ci sovrasta senza un giudizio,

senz'altra istanza oltre il tramonto.

Riluce già l'alba, ma non lo sappiamo.

Soltanto la notte ci è nota,

ma invano

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