• Roberto

Mentre all’arcolaio si fa il tempo

Abbarbicato.

Partiamo da qui.

C’erano montagne, un cenno di neve e poi

non ricordo altro.

Un sogno distratto.

La neve era poca. La neve era vene.

Crepacci. Creparci? No, sorridevo,

e il posto era davvero un incanto.

C’eri? Immancabile.

“Era bello da morire” raccontava nonna, del nonno, o forse di quello di prima. Comunque era bello. E la nonna era viva, mica c’era morta, tra quegli occhi intrisi di vento. E sorrideva. Le nonne si innamorano? Oh beh. Forse più delle madri. Le nonne fanno dolci e carezze. E poi non si specchiano. Le case delle nonne non hanno specchi.

Nemmeno questo cielo, ci vede. Ci si può

sdraiare accanto a un ruscello

fatto di neve.

E le vene pulsano. C’è vita,

o qualcosa

che sta respirando.

E tu, vedi? Vedi anche tu questo mare ghiacciato? O vedi un tuo mare?

A quel tuo, vorrei andare.

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