• Roberto

Mezzanotte (silencio)

Accomodati, una fila in platea è prenotata. Avrai il tuo pianto, un'alcova blu notte, blu labbra, blu ciglia. Sipario si leva, due gesti, le maschere. Orpelli, battute, finzioni. Funzioni della nostra realtà, le parole che attendono, possono attendere di fronte agli sguardi (ma quale è il colore?) dinanzi a una voce (ma quale è il colore?) che indugiano lenti su un anello di lische attorno all'abisso. C'è l'uomo. L'uomo non sa. L'uomo ha la lingua, non le parole per dirne il colore. E le mani s'intrecciano sul viso, tremori di barba, di pelle l'assalgono, l'assale il pensiero di avere, di aver solo perso. Perso ogni parola. Dispersa nell'uomo, ogni donna ha riverso nel grembo quell'uomo. Verso ogni parola, hanno rispetto come gli attori, del blu di un cobalto che non è di occhi, non è di cielo, un frammento forse del nulla che entrambi credevano nero. Al cospetto del blu, che nulla significa, che a nulla appartiene, nemmeno a due occhi. Non al passato, non al tempo né al dove. Si alza il sipario, una nube dissolve la volta del cielo, celeste,

ma non è più giorno.

1 visualizzazione

Post recenti

Mostra tutti

Borotalco

Vago pensare ai cipressi, alle rose alle altere calendule, ai giacinti, al timido fiore del melograno, quando è la sera. Si celebra ancora, ma l’altare è senza quell’ombra gradita al divino. Scom

Velatio

Resta da scrivere, quando le notti più non s'allunano, e il vespro ricanta l'odor delle messi che giacciono inani, al suolo adombrato di prima sera. Non si riascoltano i nastri istoriati, avido