• Roberto

Noche y leche

Ci resta il sognare, le nubi s'accoccolano sopra i mogotes e il sole c'impallida, come la sera tinta d'arancio e di pioggia impazzita. Ancora uno sguardo, le labbra gelate da un frozen daiquiri si riaccapponano, perse, mai pronte a dimenticare la pelle, quel nostro abusato cenare di soli respiri. Ci resta il rapire quest'altro puledro, che bruca qui accanto sazio di vita, facendola in barba al caballero e fuggire glabri da ogni pensiero, da ogni altro istinto di ricordare. Ci resta un rifugio, quel fienile scalzo, a fianco alla finca in fondo alla strada, dove finisce ogni bivio di questo sentiero infangato dal doppio nome: il tuo, prima e ora il mio, dopo la guerra

(¿quien es libre?)


E nessuno sa più dove andare.

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Gabbie

Vuoto d’aria, fantasmi nei corridoi a giorno, elettrici, soltanto l’ombra a sopravanzare il passo, incerto. Assenza di orme, di polvere, memoria plurale di occhi che indagano come bambini che ti prend

Ci si guardava

Le colline hanno occhi, ma non guardano a noi, mentre, distesi immaginiamo un altro cielo oltre il buio soffitto di casa. Finestre ci celano, lontano dai muri, fragili scudi a riparo dal vento che l’a

Vedersi negli occhi

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