• Roberto

Noli me scribere.

Ora che la nebbia assale

e impolvera ogni mio orizzonte

vorrei sentire la tua voce recitare

quella poesia che mai è stata scritta.

S’intravvedeva, prima della pioggia

tra i filari delle perfide vigne

dove non ci amammo, mai, clandestini

smarriti all’ombra degli oleandri

che recintavano quel campo precluso.

Era spumosa, quando, d’inverno

ci soffermavamo a indugiare sul mare

e sul suo senso. Troppe parole

nel tentativo di custodire un’alba

tanto preziosa quanto la notte. Da lì

venivamo. Da un canto maliardo di sirena,

da quell’odissea tra gli abissi

dove i versi annegavano, morendo

e si rincorrevano

liberi

senza mai darsi la forma di un testo.

Vorrei sentirla ora,

ora che il cuore è una bruma

un orpello sfilato da una raccolta

di ex voto.

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