• Roberto

Novena

Alla fine tutto,

tutto finisce. Si sfilaccia ogni senso,

la lingua traslittera

in tremiti e accenti, vuoti,

insignificanti, poco più che grafi

di un uomo perduto

Alla fine

non vi è alcun inizio

né ricordo, solo ombre indistinte

sagome vacillanti

all'idiota passar di una nube,

che s'insinua nell'attimo cieco

dell'inconsapevole acciglio.

Alla fine non è cosi buio

come l'hanno dipinta, il tragico

s'addobba di festa e tripudia

di ogni colore, e t'ubriaca, stracciando

ogni sinapsi col tempo che è.

Alla fine non si può più dire,

mancano parole, verbi, lettere,

mancano labbra

e chi le potrebbe ancor muovere

per dire qualcosa, qualcosa che sia

e non finisca.

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