• Roberto

Numerali

Numerali

Se chiudi gli occhi potresti sentire

in queste mie mani

il verbo,

la sostanza di una carezza

un fiato di vento che ti scompigli

come allora, i pensieri.

Il mare che ti sovrasta

è musica sacra,

divina,

l’accordo che fu spartito

tra le mie labbra, quando seppi del nome.

Sferza il mio viso, il libeccio, la sera,

quando si torna alla rupe,

al ricordo,

alle parole rivolte al quel mare

che ci era orizzonte e che ora

sovrasta

spezzando il discorso in vane parole,

in punti

ed a capo,

in sogni che il giorno tramuta in smorfia,

freno alla lacrima che ci smorfia il viso.

Cinquantasei.

Un numero a caso,

e dimmi che ora potresti sentire

che queste mie mani,

intrise dal sale

sono soltanto una vana carezza

data al ricordo, a quest’ansia,

a quel tempo

in cui il vento cantava e la sera,

quella sera in cui tutto contava,

ascoltava.

5 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Roma

Qualcosa che non so dire che non so pensare, non oso, non odo. L’odore dei passi misto al sartiame e la polvere da sparo che ci consegna per sempre al sale. Quanto, di questo, che è un altro mare, che

Doppio battesimo

Tu sali le scale e miagolando m’approvi, seduto al riparo di un appuntamento. Mi punge la schiena, un gabbiano sovrasta la croce illuminata sul campanile. Anche Cristo è sfrattato, i suoi resti per st

Nevermore

Chissà se finisce tutto qui se la luce si è spenta o un andirivieni ci attende. Cascate, sentieri, ognuno a rimuginare su quelli che un tempo sono stati pensieri. Chi sa non parli. Troppa è la vita ch