• Roberto

Olimpica

Breve

respirare lontani

un soffio che s’alza dal mare.

E l’alba è un mattino orlato dagli occhi

nel quieto di rada.

Dirimpetto, un cane che annusa. Nascoste le reti, nascoste le trame. Il sole che fende la baia. Mezzogiorno di uomo. “C’è ancora?” Fa primavera, sul ponte i marinai dispiegano maglie. Petti e balconi indugiano nell’osservare. L’orizzonte, due labbra. Si indugia su un altro tramonto.

Breve

l’essere ancora.

Fermarsi alla fonda, censire la pelle

finché la notte fiorisce.

Breve

ogni giorno.

Il tempo è una corsa che va

e si lascia andare.

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