• Roberto

oltre il mare

precipita il senso di ogni parola

naufraga insonne lo sguardo

tra il cielo appannato, mentre

s’affonda.

Sul fondo è quiete

non un’ombra delle onde agitate

non un’eco del frastuono dolente:

franto delle onde il grido. Silenzio,

buio.

Liquida notte culla le mani

riarse nel fango: è inverno, arsura le piega

e pieghe d’altre ferite smarginano

verso altre trame. Impossibile fare diverso

impossibile farsi d’un verso

qui

dove nessuna parola si versa

nessun’altra diversa

può riversarsi. Annega, riverso su un fondo

che s’apre

e si nega.

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