• Roberto

On y va

E viene in mente l'Ente. Chissà dove va l'Ente, se tra l'albume che incolla le mura o a ciancicare nella risaia là sotto alla diga, dove sul bordo si va, ma scalzi, mentre nel centro tra la mota, è lezioso sporcarsi le firme, i calzini, persino gli orli senza uno sfrangio. Ci si dileggia, ma l'Ente rimane fermo si dice (checché lo si pascoli o lo si declini in tutto il suo tempo). Noi no, noi si va, ed è un bel dire senza un verso e privi d'origine, d'alcuna richiesta. Solo il richiamo, ci chiama, dalla foresta, tra le giunchiglie e pallide liane, per il brivido d'un breve volo. Strade interrotte, disperse nel fango le tracce d'inutili suole. Si continua ad andare, a vagare lo sguardo tra milioni di occhi fermi a osservarci.

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Bon courage

C'è il parlare, una strana cadenza. Ha dell'intonare. Non che l'ami, mi è ostile e non per campanilismo démodé o per quel lento cadenzare un po' agée delle vocali, così