• Roberto

Opaco

Resto

qui

ora

Un avanzo

Troppo

pagato.


Sentirsi opachi, insieme alla pioggia

che ammorba l’inverno, ferma il pensiero

su stralci di ora. Respiro scampoli

d’aria rafferma, il pane è finito

e il tempo s’adira contro la vita

mordendo le reni. Fiamme d’agosto

ad incendiare l’istinto che giace

e il davanzale separa la scena

da altre tragedie, di altri commedia

le vita nascoste più della mia,

messa in vetrina. Soltanto un prezzo

accanto alla schiena dipinta d’un viso,

e il vostro sorriso a scegliermi ancora

credendo al nitore di quello che è il retro.

Alla cassa, pagate,

strisciate la terra

senza che un resto vi giunga alle mani.

Del resto che siamo?

Scarti, poc’altro

e oggi nemmeno più la dignità

di esser maltolti.

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