• Roberto

Paura del dire (Chimere)

Di silenzio si veste la notte

davanti alla sera spogliata,

lo sguardo s’attarda, troppo, persino

sugli occhi che dormono la loro ombra.

Già la nebbia ci coglie e non ti vedo

là, dove eri. Qui, ora sei

assenza.

Dimentico il senso della mia pelle

della seta che ora m’ustiona

al ricordo d’una carezza. Sapevi parlare

anche con gli occhi e ora

che di te è rimasta una voce

incespico dentro al mio stesso respiro,

perché non so dirti,

che dirti,

quel tempo verbale che solo traduce

il mio modo di guardarti negli occhi

senza farmi guardare.

Già, ma ora non sei.

Non sei che parvenza, recente ricordo,

presenza che vive nel quotidiano

cercando parole, nomi e anche i modi

per dire che abbiamo varcato la soglia

senza averla mai nominata.

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