• Roberto

Pienezza di tempo

Mancano i fulmini e il loro tremare,

tra le lenzuola irruvidite

dai pochi anni di meraviglia

persi a riperdersi dove si viene

alla ricerca di nebbia e d’indugi.

Manca il fragore di un vetro che trema

nelle serate di tramontana

e il rannicchiarsi sul pavimento

come si fosse in cerca di un padre.

Manca la terra su cui cadere,

le pietre che sbucciavano i ginocchi

e le ferite da rimarginare

non sono più pelle,

ma vuoti spazi

che circumnavigano i nostri nomi.

Manca il terrore di essere soli,

ora che siamo noi dentro l’armadio

a spaventarci.

Manca il terrore di essere

soli,

saperlo ci annoia quando, abbracciati

ci scopriamo nudi. Mancano gli occhi,

il sentire, il godere

d’ogni respiro,

d’ogni barlume riflesso da un mondo

fatto d’assenze.

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