• Roberto

Pietrame

Si scrive in silenzio al buio di una luce che trema e si sta spegnendo. Solo si sente il rosicchio dei tarli e un rumore lontano d’onde di mare, ma solo talvolta, se c’è tramontana. Si scrive senz’anima, nei vicoli ciechi che il pensiero si forma, che il cuore deforma, schiariti dal rauco tossire d’un vagabondo che nulla ti chiede dal suo canto nero perché hai meno di lui. Infinitamente meno di lui. Lui non scrive, ma sogna. Sa farlo. Si scrive a parole, senz’altro che senso. Maledetti pensieri che non s’aggomitolano e annodano gli arti, t’inciampano a vita. E non si dimentica. Si scrive. Lontano, uno sputo. Ti volti, ed èlì, sdentato. Sorride. Sputa catarro. Tu sputi la vita.

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